
Bollettino 1/2026
Indicazioni pratiche per una viticoltura più sostenibile: gestione del suolo, prevenzione delle malattie e cura del vigneto.
Viticoltura sostenibile: prevenzione, cura del vigneto e gestione consapevole del suolo
Con l’avvicinarsi della ripresa vegetativa, il vigneto entra in una fase nella quale molte scelte agronomiche possono incidere sulla salute delle piante e sull’equilibrio del suolo per l’intera stagione. Il primo Bollettino per una Viticoltura Sostenibile del 2026 del Consorzio Valtènesi richiama l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali: dalla fertilità dei terreni alla gestione dei rimpiazzi, dalla prevenzione del Mal dell’Esca al controllo delle infestanti. Boll VSV 2026-01
Un suolo vivo è il primo patrimonio del vigneto
Uno dei temi centrali riguarda la corretta gestione della fertilità. Il bollettino richiama in particolare l’importanza di evitare eccessi di fosforo e di mantenere adeguati livelli di sostanza organica nel terreno.
Per il fosforo, l’indicazione riportata è quella di puntare a dotazioni di almeno 20 mg/kg di P-Olsen, evitando però concentrazioni eccessive, superiori indicativamente a 40-60 mg/kg. Un surplus di fosforo, infatti, può compromettere l’equilibrio del suolo e aumentare il rischio di perdite verso l’ambiente acquatico. Boll VSV 2026-01
Grande attenzione anche alla sostanza organica. La sua presenza contribuisce alla fertilità, alla struttura e alla capacità del terreno di mantenersi efficiente nel tempo. Nel bollettino viene richiamato il rapporto tra carbonio organico e argilla indicato dalla normativa europea sul monitoraggio e la resilienza dei suoli, sottolineando quanto sia importante adottare strategie che favoriscano nel tempo l’arricchimento del terreno in sostanza organica. Boll VSV 2026-01
Rimpiazzi: investire sulla longevità del vigneto
Un vigneto di qualità non va considerato come una coltura da sostituire automaticamente dopo pochi decenni, ma come un patrimonio da mantenere efficiente il più a lungo possibile.
Per questo motivo anche i rimpiazzi delle piante mancanti richiedono particolare attenzione. Il bollettino raccomanda di preparare buche ampie, almeno 50 x 50 x 50 cm, evitando lavorazioni che possano creare pareti troppo compatte e ostacolare lo sviluppo delle radici. È inoltre importante integrare il terreno con letame o compost e mettere a dimora le nuove barbatelle con apparato radicale ben disteso e orientato verso il basso. Boll VSV 2026-01
Sono piccoli accorgimenti che possono incidere significativamente sulla sopravvivenza della nuova pianta e sulla sua capacità di inserirsi correttamente all’interno di un vigneto adulto.
Mal dell’Esca: la strategia più efficace resta la prevenzione
Il Mal dell’Esca rimane una delle problematiche più complesse della vite, perché non esistono prodotti in grado di curare una pianta già colpita.
La strategia indicata dal bollettino si basa quindi sulla prevenzione: evitare tagli di potatura troppo “rasi”, favorire il rinnovo del fusto attraverso polloni basali e, soprattutto nei vigneti giovani, valutare l’impiego di prodotti a base di Trichoderma sulle ferite di potatura. Boll VSV 2026-01
Il Trichoderma è un fungo utile che può colonizzare le ferite di potatura, contrastando l’ingresso di alcuni funghi patogeni. Perché il trattamento possa funzionare correttamente è fondamentale bagnare bene i tagli, operare in condizioni climatiche adatte allo sviluppo del microrganismo e rispettare attentamente le indicazioni riportate in etichetta. Il trattamento non guarisce le piante già infette, ma può contribuire a ridurre il rischio di nuove infezioni. Boll VSV 2026-01
Attenzione anche a Tignoletta e Necrosi corticale
In Valtènesi la Tignoletta, Lobesia botrana, non rappresenta storicamente una delle principali emergenze, ma negli ultimi anni sono state osservate occasionali pullulazioni anche in aree precedentemente poco interessate.
Il bollettino suggerisce quindi, soprattutto nei vigneti nei quali si siano già verificati attacchi anomali, di ricorrere al monitoraggio con trappole e alla verifica delle ovideposizioni, evitando interventi insetticidi non realmente necessari. Boll VSV 2026-01
Un’altra problematica da monitorare è la Necrosi corticale della vite, precedentemente conosciuta come Escoriosi, causata da Diaporthe ampelina. La malattia può interessare in modo particolare il Groppello e tende a manifestarsi con maggiore intensità nelle primavere fredde e umide. I sintomi possono comparire sui germogli sotto forma di fessurazioni longitudinali e sulle foglie attraverso puntinature scure, aloni gialli e deformazioni. Boll VSV 2026-01
Nei vigneti interessati è importante intervenire tempestivamente alla ripresa vegetativa, seguendo le strategie di difesa indicate per il metodo di produzione adottato e prestando particolare attenzione alla completa bagnatura delle parti della pianta maggiormente esposte. Boll VSV 2026-01
Controllo delle infestanti: meno prodotto, maggiore precisione
Un ampio spazio del bollettino è dedicato alla gestione dell’erba sottofila. La raccomandazione generale è chiara: il diserbo chimico non rappresenta la soluzione preferibile e, quando viene utilizzato, deve essere effettuato con la massima attenzione.
L’obiettivo non deve essere “eliminare” completamente la vegetazione spontanea, ma mantenerla sotto controllo, riducendo l’impatto ambientale e limitando il numero degli interventi. Un suolo eccessivamente nudo è infatti più esposto all’erosione e al dilavamento. Boll VSV 2026-01
Particolare attenzione deve essere prestata anche alla larghezza della fascia trattata: il bollettino indica di limitarla il più possibile e di evitare il diserbo nella zona di passaggio delle ruote del trattore, perché questo può ridurre la portanza del terreno e aumentare i fenomeni di compattamento ed erosione. Boll VSV 2026-01
Fondamentale, inoltre, prevenire la deriva utilizzando attrezzature schermate, velocità contenute, pressioni adeguate e ugelli specifici.
Integrare tecniche diverse per un vigneto più equilibrato
Il messaggio complessivo che emerge dal bollettino è quello di una viticoltura fondata sulla prevenzione, sul monitoraggio e sulla riduzione degli interventi non necessari.
Anche nella gestione del sottofila, l’indicazione è di integrare quando possibile il controllo chimico con tecniche meccaniche come sfalcio, lavorazione e trinciatura. Allo stesso modo, per la gestione dell’interfila viene suggerito di evitare lavorazioni troppo anticipate durante l’inverno, attendendo quando possibile la ripresa della crescita dell’erba: una scelta che consente di ridurre i passaggi dei mezzi, il calpestamento del terreno, il consumo di carburante e i costi di gestione. Boll VSV 2026-01
La sostenibilità del vigneto passa quindi da molte decisioni quotidiane: conoscere il terreno, osservare le piante, intervenire solo quando serve e scegliere modalità operative capaci di preservare nel tempo la fertilità del suolo e la longevità della vite.
Le pagine del bollettino





