
8/2026
Caldo estremo e stress idrico: attenzione a giovani vigneti e barbatelle, irrigazioni mirate e protezione della vite dalle alte temperature.
Caldo estremo in vigneto: come proteggere la vite dallo stress idrico e termico
Con l’arrivo di una fase di caldo particolarmente intenso, la gestione del vigneto cambia priorità. Le temperature elevate, con valori che possono raggiungere e superare i 40 °C, mettono infatti la vite sotto forte pressione, soprattutto nei giovani impianti e nelle barbatelle di rimpiazzo.
L’ottavo Bollettino per una Viticoltura Sostenibile del Consorzio Valtènesi concentra l’attenzione proprio sullo stress idrico e termico, suggerendo di ridurre gli interventi fitosanitari non necessari e di osservare attentamente la risposta delle piante alle condizioni climatiche.
Peronospora: con il grande caldo il rischio diminuisce
La fase fenologica rimane quella compresa tra acino a pisello e grappolo chiuso, con gli acini che hanno raggiunto circa il 40-70% della loro dimensione finale.
Le temperature molto elevate previste nei giorni successivi tendono però a rendere meno favorevoli le condizioni per lo sviluppo della Peronospora.
In assenza di infezioni già presenti nel vigneto, è quindi possibile posticipare gli interventi, evitando trattamenti non necessari durante una fase nella quale la vite è già sottoposta a un forte stress climatico.
Il principio resta quello di osservare la situazione reale del vigneto e adattare la difesa alle condizioni effettive, invece di intervenire automaticamente.
Flavescenza Dorata: continua il controllo delle piante sintomatiche
Rimane fondamentale anche il controllo della Flavescenza Dorata.
Durante tutta la stagione è necessario individuare tempestivamente le piante che manifestano sintomi e intervenire eliminando la vegetazione interessata. Nei casi in cui non sia possibile procedere immediatamente all’estirpazione, è comunque importante rimuovere germogli e ricacci sintomatici.
La prevenzione parte quindi dall’osservazione costante del vigneto e dalla rapida eliminazione delle possibili fonti di diffusione.
Sopra i 35 °C la vite rallenta
Quando le temperature superano i 35 °C, l’attività fisiologica della vite rallenta sensibilmente.
La pianta cerca di limitare la perdita d’acqua e la propria attività vegetativa, ma in condizioni di caldo estremo la traspirazione può non essere sufficiente a mantenere foglie e grappoli a temperature adeguate.
Anche l’irrigazione, pur essendo utile, non elimina completamente il rischio di scottature.
Per questo diventa importante adottare una gestione che riduca ulteriori fattori di stress e protegga soprattutto le piante più giovani e vulnerabili.
Caolino: una protezione contro il calore
Una delle strategie indicate per ridurre lo stress termico consiste nell’utilizzo di prodotti che creano una copertura bianca sulla vegetazione, come il caolino.
La colorazione chiara permette di riflettere una parte della radiazione solare e di contenere il surriscaldamento delle superfici vegetali.
Per essere efficace, la copertura deve essere uniforme e mantenersi nel tempo. Non si tratta quindi necessariamente di un singolo intervento: l’effettiva persistenza va controllata e, quando necessario, la protezione deve essere ripristinata.
L’uso del caolino può inoltre rallentare leggermente l’attività fisiologica della pianta e quindi anche la maturazione, un effetto che nelle condizioni di caldo estremo può contribuire a limitare lo stress.
Giovani vigneti e barbatelle: la massima attenzione
Le piante giovani sono quelle che risentono maggiormente delle temperature elevate.
Nei nuovi impianti uno dei primi segnali di stress è il rallentamento della crescita dell’apice. Quando l’apice perde il caratteristico colore verde chiaro, si raddrizza e smette di crescere, la pianta sta iniziando a mostrare difficoltà.
È importante intervenire prima che la situazione evolva verso il disseccamento dell’apice e l’ingiallimento delle foglie basali.
Le barbatelle utilizzate per i rimpiazzi sono ancora più delicate, in particolare quelle piantate tardivamente o ancora contenute all’interno dei tubi protettivi. Con temperature molto elevate, l’interno del tubo può raggiungere valori critici e provocare danni alla giovane vegetazione.
Quando la pianta non emerge dal tubo e mostra anche minimi sintomi di stress, è opportuno liberarla e intervenire rapidamente con un’irrigazione di soccorso.
Irrigare al momento giusto
L’irrigazione di soccorso deve essere utilizzata sulla base delle reali esigenze della vite.
Nei giovani impianti può essere necessario intervenire tempestivamente ai primi segnali di rallentamento della crescita, ripetendo eventualmente l’irrigazione dopo alcuni giorni.
Nei vigneti adulti, invece, non è sempre necessario irrigare immediatamente. Finché la crescita apicale continua e le foglie non manifestano sintomi evidenti di stress, la pianta può essere lasciata gestire autonomamente la disponibilità idrica.
Una maggiore attenzione è invece richiesta nei vigneti deboli o pesantemente colpiti dalla grandine, dove la vite deve ricostruire rapidamente la propria superficie fogliare.
Nei giovani vigneti può essere utile ridurre il carico produttivo
Quando una vite giovane è sottoposta contemporaneamente a temperature estreme e a un carico produttivo elevato, l’irrigazione potrebbe non essere sufficiente.
In questi casi può essere utile valutare un diradamento dei grappoli, soprattutto nei rimpiazzi e nei nuovi impianti.
L’obiettivo non è soltanto salvaguardare la produzione dell’anno in corso, ma soprattutto preservare lo sviluppo della pianta e la sua capacità produttiva futura.
Una vite giovane e fortemente stressata può infatti compromettere anche la formazione delle strutture che determineranno la produzione dell’anno successivo.
Prima osservare, poi intervenire
Il caldo estremo richiede una gestione diversa rispetto alle normali condizioni estive.
Non è sempre necessario aumentare gli interventi: spesso è più importante evitare ulteriori stress, riconoscere tempestivamente i primi segnali di sofferenza e concentrare l’attenzione sulle piante più vulnerabili.
Protezione dalla radiazione solare, irrigazione mirata e corretta gestione del carico produttivo diventano così strumenti fondamentali per accompagnare il vigneto attraverso le settimane più calde dell’estate.
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