
7/2026
Fine giugno in vigneto: Peronospora in aumento, attenzione ai vigneti grandinati, lotta allo Scafoideo e gestione equilibrata della chioma.
Fine giugno in vigneto: Peronospora in aumento, attenzione ai vigneti grandinati
A fine giugno la vite entra in una fase avanzata dello sviluppo del grappolo, con acini che hanno raggiunto circa il 40-70% della loro dimensione finale. È un momento importante, nel quale l’attenzione si concentra soprattutto sulla protezione della nuova vegetazione, sulla gestione della Peronospora e sul completamento della lotta obbligatoria contro lo Scafoideo.
Il settimo Bollettino per una Viticoltura Sostenibile del Consorzio Valtènesi segnala un aumento delle macchie d’olio e condizioni di maggiore umidità rispetto alle settimane precedenti. Il rischio complessivo di Peronospora viene quindi considerato medio, pur restando ancora contenuto il pericolo per i grappoli.
Peronospora: aumentano le macchie d’olio
Le piogge recenti hanno favorito nuove infezioni soprattutto sulle foglie giovani. La presenza della malattia rimane nel complesso limitata, ma l’aumento delle macchie d’olio e delle umidità notturne richiede maggiore attenzione.
Nei vigneti dove sono già presenti sintomi è importante mantenere la copertura, intervenendo alla scadenza massima prevista per il trattamento precedente.
Dove invece non sono presenti macchie d’olio, è possibile modulare maggiormente la strategia e intervenire in prossimità di eventuali nuove piogge, evitando turni eccessivamente stretti.
La difesa deve quindi essere costruita osservando il vigneto e le condizioni meteorologiche, evitando automatismi.
Vigneti grandinati: proteggere la nuova vegetazione
Una situazione diversa riguarda i vigneti pesantemente colpiti dalla grandine del 10 giugno.
Nelle aree maggiormente interessate, tra cui Bedizzole, Padenghe, Moniga, Manerba e Castelletto, la vegetazione danneggiata sta producendo nuove foglie particolarmente tenere e suscettibili alle infezioni.
In questi casi è necessario mantenere una protezione più attenta e ridurre gli intervalli tra i trattamenti rispetto ai vigneti non colpiti.
La capacità della vite di reagire alla grandine attraverso la produzione di nuova vegetazione è positiva, ma proprio questi tessuti giovani richiedono una particolare attenzione nella fase di ricostituzione della chioma.
Difesa e resistenze: alternare le strategie
Anche in questa fase rimane fondamentale evitare l’uso ripetuto delle stesse sostanze attive.
La corretta alternanza dei meccanismi d’azione consente di ridurre il rischio che si sviluppino popolazioni di patogeni resistenti, preservando nel tempo l’efficacia dei prodotti disponibili.
Per questo è importante non utilizzare consecutivamente la stessa molecola a meccanismo d’azione specifico e accompagnare, quando previsto, le sostanze più selettive con prodotti di copertura.
Nel biologico, la gestione della copertura deve essere ancora più puntuale, soprattutto nei vigneti grandinati, dove può essere necessario ridurre temporaneamente gli intervalli tra gli interventi.
Oidio: mantenere la protezione
Anche l’Oidio resta un’avversità da monitorare.
In questo periodo la protezione deve proseguire con regolarità, evitando anche in questo caso di utilizzare consecutivamente le medesime sostanze attive.
Il principio generale resta quello di mantenere una difesa efficace senza aumentare inutilmente il numero degli interventi.
Flavescenza Dorata: non basta combattere lo Scafoideo
La lotta alla Flavescenza Dorata continua a rappresentare una delle priorità della stagione.
È fondamentale individuare le piante che manifestano sintomi e rimuovere tempestivamente tutta la vegetazione interessata. Quando non è possibile procedere subito all’estirpazione completa, la pianta deve comunque essere mantenuta priva di germogli e ricacci sintomatici.
Eliminare le fonti di inoculo è infatti parte integrante della strategia di contenimento della malattia.
Scaphoideus titanus: prosegue la lotta obbligatoria
A fine giugno sono presenti diverse fasi giovanili dello Scafoideo e stanno comparendo anche gli adulti.
Le aziende devono quindi rispettare le finestre previste per i trattamenti obbligatori. Per chi è soggetto a due interventi, il secondo trattamento è previsto tra il 17 e il 29 giugno, mentre nelle aziende soggette a tre interventi i successivi devono essere effettuati a intervalli di circa 10-14 giorni.
La qualità della distribuzione è fondamentale: è necessario bagnare correttamente la vegetazione e raggiungere anche i polloni e le parti basse della parete vegetativa.
Api e impollinatori: attenzione durante i trattamenti
La protezione degli insetti pronubi rimane un elemento essenziale.
Gli insetticidi non devono essere utilizzati durante la fioritura della vite o della vegetazione dell’interfila. Se sono presenti erbe in fiore, queste devono essere preventivamente sfalciate.
È inoltre importante evitare i trattamenti in presenza di vento, limitare la deriva, avvisare gli apicoltori presenti nella zona e preferire le ore serali, quando l’attività delle api è ridotta.
Erasmoneura vulnerata: monitorare, senza trattare automaticamente
Continua il monitoraggio di Erasmoneura vulnerata, le cui punture possono provocare ingiallimenti delle foglie basali.
La presenza dell’insetto deve essere osservata e segnalata, senza ricorrere automaticamente a trattamenti insetticidi. Anche in questo caso il monitoraggio rappresenta lo strumento principale per evitare interventi non necessari.
Cimatura: lasciare una protezione naturale ai grappoli
Con la crescita estiva della vegetazione può rendersi necessaria una seconda cimatura.
L’intervento deve però essere eseguito senza avvicinarsi troppo alla parete vegetativa, soprattutto nella parte alta. Mantenere un piccolo “cappello” di foglie permette infatti di proteggere i grappoli dalla forte insolazione e dalle temperature elevate.
L’obiettivo non è ridurre drasticamente la chioma, ma mantenerla ordinata e funzionale alla maturazione dell’uva.
Tignoletta: trattare solo se il monitoraggio lo richiede
In Valtènesi la Tignoletta non rappresenta normalmente una delle principali problematiche fitosanitarie.
Per questo non è necessario programmare un trattamento preventivo a priori. È invece utile controllare i grappoli alla ricerca di eventuali uova e intervenire soltanto quando il monitoraggio evidenzia una presenza significativa.
È un esempio concreto di difesa sostenibile: osservare prima di intervenire e utilizzare i prodotti fitosanitari solo quando esiste una reale necessità.
Una gestione sempre più basata sul monitoraggio
Con l’avvicinarsi dell’estate, la gestione del vigneto richiede sempre più precisione.
Peronospora, Scafoideo, grandine e insetti secondari non devono essere affrontati con strategie standardizzate, ma attraverso l’osservazione continua del vigneto e l’adattamento degli interventi alle reali condizioni di ogni appezzamento.
È proprio questa capacità di intervenire solo quando serve, e nel modo più efficace possibile, a rappresentare uno degli elementi centrali della viticoltura sostenibile.
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