
6/2026
Sviluppo degli acini, Peronospora, lotta allo Scafoideo e gestione della chioma: le indicazioni per accompagnare il vigneto verso l’estate.
Giugno in vigneto: difesa mirata, Flavescenza Dorata e gestione della chioma
Con l’inizio di giugno la vite entra in una fase importante dello sviluppo dei grappoli. Gli acini hanno raggiunto dal 10 al 50% della loro dimensione finale e, mentre la vegetazione continua a crescere rapidamente, diventa fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla difesa fitosanitaria e sulle operazioni agronomiche.
Il sesto Bollettino per una Viticoltura Sostenibile del Consorzio Valtènesi pone l’accento su Peronospora e Oidio, sulla lotta obbligatoria contro lo Scafoideo e sulla necessità di gestire la chioma in modo equilibrato, con particolare attenzione alle uve destinate alla produzione di Valtènesi in rosa e Chiaretto.
Peronospora: pressione ancora contenuta
La presenza di macchie d’olio continua a essere molto limitata. Le infezioni primarie provenienti dal terreno hanno ormai esaurito il loro ruolo principale e le eventuali nuove infezioni dipendono soprattutto dalla presenza di macchie già attive e da condizioni favorevoli di umidità e bagnatura fogliare.
Il rischio complessivo rimane quindi medio-basso, nonostante la vite si trovi in una fase di elevata suscettibilità.
La strategia suggerita è ancora una volta quella di evitare trattamenti automatici: alla scadenza della copertura precedente è opportuno valutare l’effettiva presenza di sintomi, l’umidità notturna e le piogge previste. Se queste condizioni non si verificano, è possibile prolungare gli intervalli tra gli interventi nel rispetto delle indicazioni di etichetta.
Prevenire le resistenze
Nei casi in cui sia necessario intervenire, particolare attenzione deve essere riservata alla gestione dei principi attivi.
È importante evitare l’utilizzo consecutivo delle stesse molecole a meccanismo d’azione specifico e alternare correttamente le strategie, accompagnandole con prodotti di copertura.
L’obiettivo è duplice: mantenere efficace la difesa nell’immediato e preservare nel tempo l’efficacia degli strumenti disponibili, riducendo il rischio di sviluppo di resistenze.
Anche in biologico la protezione deve essere calibrata sulle condizioni meteorologiche e sulla reale presenza della malattia, prestando particolare attenzione alla qualità della distribuzione e alla copertura di entrambi i lati della parete vegetativa.
Oidio: prosegue la protezione
Con l’avanzare della stagione resta importante mantenere sotto controllo anche l’Oidio.
Lo zolfo continua a rappresentare uno degli strumenti di riferimento, mentre prodotti più specifici possono essere valutati sulla base della suscettibilità del vigneto e della pressione della malattia.
Una gestione razionale permette di utilizzare le soluzioni più semplici quando risultano sufficienti, conservando le alternative più specialistiche per le situazioni che realmente le richiedono.
Flavescenza Dorata: eliminare tempestivamente le piante sintomatiche
La prevenzione della Flavescenza Dorata non può limitarsi alla sola lotta contro l’insetto vettore.
Durante tutta la stagione è fondamentale individuare le piante che manifestano sintomi ed eliminare tempestivamente la vegetazione interessata. Se non è possibile estirpare subito la pianta, occorre almeno mantenerla priva di germogli e ricacci sintomatici.
L’osservazione costante del vigneto diventa quindi uno degli strumenti più importanti per limitare la diffusione della malattia.
Scaphoideus titanus: entrano nel vivo i trattamenti obbligatori
In questo periodo sono presenti neanidi di Scafoideo dalla prima alla quarta età. È quindi iniziata la finestra prevista per i trattamenti obbligatori contro Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza Dorata.
Per le aziende soggette a due interventi, il primo trattamento è previsto tra il 2 e il 14 giugno e il secondo tra il 17 e il 29 giugno, mantenendo circa due settimane di distanza.
Per le aziende per le quali sono previsti tre interventi, il primo viene effettuato nello stesso periodo, mentre i successivi devono essere distanziati di circa 10-14 giorni.
Una corretta esecuzione è fondamentale: occorre utilizzare un volume d’acqua adeguato e raggiungere bene anche la parte bassa della vegetazione e i polloni, soprattutto nel primo intervento, quando l’obiettivo principale sono le forme giovanili dell’insetto.
Api e impollinatori: massima attenzione
La lotta obbligatoria deve essere condotta prestando la massima attenzione agli insetti utili.
Gli interventi insetticidi non devono essere effettuati in presenza di fioriture della vite o della vegetazione spontanea. Quando l’inerbimento è in fiore è necessario procedere preventivamente allo sfalcio.
È inoltre fondamentale evitare i trattamenti in presenza di vento, limitare la deriva e preferire le ore serali, quando le api non sono più in attività.
La protezione degli impollinatori è parte integrante di una viticoltura realmente sostenibile.
Erasmoneura vulnerata: continuare a osservare
Prosegue anche il monitoraggio di Erasmoneura vulnerata, insetto che può provocare ingiallimenti sulle foglie basali.
In questa fase sono presenti adulti e stanno comparendo le prime forme giovanili. L’indicazione resta quella di osservare e segnalare la presenza dell’insetto, evitando interventi insetticidi non necessari.
Cimatura: intervenire senza stressare la vite
La crescita vigorosa della vegetazione porta anche alla necessità di cimare.
La cimatura deve però essere eseguita con moderazione: l’asportazione eccessiva di vegetazione rappresenta uno stress per la pianta. È preferibile intervenire dopo il corretto palizzamento dei germogli, limitandosi a rimuovere la parte realmente necessaria.
Effettuare la cimatura prima di un trattamento permette inoltre di evitare la distribuzione di prodotto su vegetazione che verrebbe eliminata immediatamente dopo.
Defogliatura: arieggiare senza scoprire troppo i grappoli
A fine fioritura e nella fase di grano di pepe può essere utile una defogliatura precoce e leggera.
L’obiettivo è migliorare l’arieggiamento del grappolo e favorire la penetrazione dei trattamenti, contribuendo anche a ridurre il rischio di Botrite e marciume acido.
È però fondamentale evitare interventi troppo aggressivi. È sufficiente eliminare poche foglie nella parte bassa della parete vegetativa, preferibilmente sul lato est o nord del filare.
Per le uve destinate alla produzione di Valtènesi in rosa e Chiaretto questa attenzione è ancora più importante: i grappoli non devono essere esposti direttamente e in modo eccessivo al sole. La defogliatura deve quindi favorire l’arieggiamento senza lasciare l’uva completamente scoperta.
Le immagini del bollettino mostrano chiaramente la differenza tra una defogliatura eccessiva, che lascia i grappoli completamente esposti, e un intervento più equilibrato, capace di ridurre l’affastellamento mantenendo comunque una protezione naturale.
Un vigneto equilibrato nasce da piccoli interventi ben eseguiti
La gestione sostenibile del vigneto non dipende da un singolo trattamento, ma dalla capacità di combinare correttamente difesa, monitoraggio e operazioni agronomiche.
Ridurre gli interventi quando il rischio è basso, utilizzare correttamente i prodotti quando servono, proteggere gli insetti utili e mantenere una chioma equilibrata permette di accompagnare la vite verso la maturazione con minore impatto e maggiore efficacia.
Le pagine del bollettino





